La convivenza forzata a causa del coronavirus

La convivenza forzata, la mancanza di spazio, dei sistemi che siamo soliti adottare per allentare lo stress come uscire, fare sport, ecc, e purtroppo in molti casi la mancanza di soldi di questo momento possono mettere in difficoltà anche le coppie felici e appagate. A maggior ragione le coppie disfunzionali sviluppano in questo momento di destabilizzazione ancora più malessere, fino a raggiungere livelli insostenibili.
Se già normalmente all’interno di una coppia disfunzionale non c’è rispetto, reciprocità e uno dei due partner tende a prevaricare sull’altro (in maniera psicologica o anche fisica) tutto questo può venire esacerbato dall’ulteriore stress causato dalla situazione coronavirus.

Perchè una coppia disfunzionale rimane insieme?

le cause possono essere molteplici: per convenienza sociale, economica, per la paura di rimanere da soli o di dover ricominciare da capo. In alcuni casi nella coppia disfunzionale si crea una dipendenza affettiva.

Cosa succede ad una coppia disfunzionale durante una convivenza forzata?

Nella situazione attuale, le emozioni, non più mitigate da tutti i comportamenti con cui siamo soliti controllare lo stress, tracimano, e ogni situazione di disagio rischia di innescare reazione esagerate.
I segnali possono essere evidenti, come scatti d’ira o litigi continui, oppure contenuti, come disturbi psicosomatici – prurito, dolori, depressione… – Questi ultimi comportamenti, in particolare possono portare poi ad atteggiamenti passivo-aggressivi come battutine e frasi poco gentili.

Strategie per sopravvivere alla convivenza

1 suddividere i compiti:
Spesso nelle coppie disfunzionali esiste una disparità di gestione domestica. La convivenza forzata può essere un buon momento per rivalutare la distribuzione dei compiti. Le faccende domestiche andrebbero scritte su un’agenda apposita o su un calendario, poichè spesso il partner meno collaborativo non si rende conto di non esserlo o percepisce come di grande apporto quello che fa, e quindi lo considera sufficiente. Mettere nero su bianco i lavori necessari e il tempo dedicato ad occuparsene, può aiutare ad una maggior comprensione della complessità domestica.
Nelle coppie dove la disparità è grande o è stata sostenuta per lungo tempo, meglio non pretendere cambiamenti drastici, ma iniziare con piccoli compiti extra e cambiamenti graduali.

2 Esprimere le proprie emozioni (anche positive!)
Trattenere le emozioni negative può portare ad esplosioni di rabbia incontrollata, se lo si fa troppo a lungo, e questo può naturalmente generare conflitti e portarci a comunicare male. Meglio evitare di raggiungere il punto di non ritorno e cercare di spiegarsi prima.
Anche comunicare le emozioni positive, quando il partner ci fa stare bene, è divertente ecc, aiuta ad una migliore comprensione della coppia. Inoltre evita quella sgradevole situazione in cui sembra che si faccia notare solo l’errore e quindi che nulla vada mai bene.

3 Ritagliarsi i propri spazi
Concordare con il partner dei momenti di solitudine è importante. Stabilite degli orari in cui volete fare qualcosa che al partner non piace o che semplicemente volete fare da soli, che sia leggere, fare attività fisica o qualsiasi cosa. Allo stesso modo rispettate i tempi del partner e non interrompete la sua concentrazione mentre sta svolgendo un’attività in solitaria a meno che non sia necessario.

4)Trovate uno sfogo emotivo
Se il partner ogni tanto esce per la spesa o per portare il cane, approfittatene per telefonare ad amici e parenti, in modo da sfogare le emozioni. Se siete sempre insieme o non avete nessuno con cui condividete volentieri questo tipo di emozioni, scrivete su un diario, lasciando libero sfogo alla lamentela. Non tornateci sopra troppo spesso, e mai prima di esservi calmati.

E se tutto questo non funziona?

Non tutte le coppie sono destinate a stare insieme per sempre. Se il vostro partner è violento, se vi intimorisce, se vi rende in ogni modo la vita in casa un inferno, è questo il momento di prendere piena coscienza del problema. Se la vostra vita è in pericolo, contattate il prima possibile un centro antiviolenza, se invece è “solo” una relazione fatta di disagio, questo è il momento migliore per prenderne atto e pianificare una nuova vita dopo la quarantena.
Se pensate di non avere le forze necessarie ad affrontare tutto questo da soli, contattate un terapeuta e stabilite non appena possibile un percorso che vi aiuti a cambiare in maniera positiva la vostra vita.


NOTA: le informazioni di cui sopra sono a scopo informativo. Le informazioni fornite nel presente documento non devono essere utilizzate durante alcuna emergenza medica o per la diagnosi o il trattamento di qualsiasi condizione medica.

DICHIARAZIONE DI NON RESPONSABILITÀ: queste informazioni non devono sostituire la ricerca di cure mediche professionali e responsabili.

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