Dipendenza da Social Media

Entrare su facebook, instagram o twitter è un comportamento semplice, diventato abituale. Può capitare di scorrere le bacheche mentre si è in coda al supermercato, alle poste, ma anche quando la conversazione con il nostro interlocutore langue.

Quando questo comportamento diventa un problema? 

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Che cos’è la dipendenza da social media?

Giocare su internet per più di 4 ore al giorno, fare acquisti su internet in maniera compulsiva, trascorrere sui social il tempo in maniera eccessiva, scorrendo continuamente le notizie anche mentre si dovrebbe lavorare, conversare, mangiare o peggio guidare, sono tutti comportamenti tipici della dipendenza da Internet.

In particolare i social, con le loro continue notifiche, fanno leva sulla produzione di dopamina nel cervello, dando questa sensazione di benessere brevissima ma da cui diveniamo in breve dipendenti. Attualmente la dipendenza da Social Media o semplicemente da internet (nel caso di acquisti compulsivi, forum o videogiochi) non è ancora classifica tra i disturbi ufficiali della psiche, ma il continuo aumento della popolazione affetta da problematiche (stimato attorno addirittura al 38% in alcuni casi) sta destando sempre più preoccupazioni.

Le percentuali della popolazione affetta da questo disturbo non sono attualmente affidabili in quanto non sono stati ancora creati dei test diagnostici efficienti per misurare l’effettiva entità di questa problematica. La patologia più simile finora associata alla dipendenza da Internet, che presenta dinamiche analoghe è la dipendenza da gioco d’azzardo, andando a stimolare le medesime aree cerebrali.

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Quali sono i soggetti più predisposti alla dipendenza da social media?

Le persone con carenze di dopamina e serotonina potrebbero avere più difficoltà di altre a resistere ai continui stimoli innescati da social media; le gratificazioni date dalle notifiche sono infatti costanti e richiedono un impegno più consapevole per resistere. 


Anche le persone che soffrono di ansia, depressione, timidezza o disagio sociale avranno più difficoltà a tenere a bada gli stimoli forniti dai social media. La continua immissione di dati e notizie, infatti, permette di creare una sensazione di connessione, di interazione sociale e consolazione da situazioni di disagio in genere. In questi casi è quindi consigliabile affrontare la causa del problema, agendo sul disturbo che ha originato la dipendenza, più che sulla dipendenza stessa.

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Quali sono i sintomi della dipendenza da social media?

Sintomi comportamentali

  • Depressione
  •  Disonestà
  •  Senso di colpa
  •  Ansia
  •  Euforia quando si utilizza un dispositivo connesso ad internet
  •  Incapacità di dare la giusta priorità 
  •  Incapacità di mantenere degli orari
  •  Isolamento
  •  Perdita della cognizione del tempo
  •  Evitamento del lavoro
  •  Agitazione
  •  Sbalzi d’umore
  •  Paura
  •  Solitudine
  •  Incapacità decisionale
  • Incapacità di sopportare la routine

In alcuni casi più gravi si potrebbero presentare anche i seguenti sintomi fisici

  • Mal di schiena
  •  Sindrome del tunnel carpale
  •  Mal di testa
  •  Insonnia
  •  Cattiva alimentazione (non riuscire a mangiare o mangiare cibi non adeguati per evitare di stare lontano dal computer o telefono)
  •  Cattiva igiene personale (ad esempio, non fare il bagno per rimanere online)
  •  Dolore al collo
  •  Occhi secchi e altri problemi di vista
  •  Aumento o perdita di peso

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Terapie e approcci

Essendo un disturbo relativamente nuovo e in continua evoluzione, non vi sono attualmente approcci standardizzati per risolvere la dipendenza da social media. A seconda poi dell’origine, che potrebbe avere cause fisiche (come nel caso della carenza di dopamina e serotonina) e cause psicologiche (ansia, depressione, ecc) bisogna chiaramente intraprendere un percorso di terapia che includa le cause scatenanti. Gli studi dimostrano che alleviare i sintomi della depressione nei soggetti, ha portato fino ad un dimezzamento delle ore trascorse navigando in rete. Allo stesso modo, anche l’attività fisica regolare, aumentando la produzione di serotonina, influenza positivamente il controllo delle dinamiche di dipendenza da social media.

Quando il problema viene riconosciuto dallo stesso soggetto che ne soffre, si è visto che ricorrere all’utilizzo di app che controllino l’uso di internet o che blocchino alcuni social (completamente o per un determinato periodo di tempo), è stato efficace.

Tuttavia, non sempre questi metodi sono adeguati o sufficienti, soprattutto se la dipendenza da internet è ad un livello grave. In questo caso è consigliabile rivolgersi ad un esperto ed affrontare un percorso di terapia, variabile da persona a persona.

Ecco alcuni esempi di percorsi da intraprendere in caso di dipendenza da social media:

  •  Terapia individuale, di gruppo o familiare
  •  Modifica del comportamento
  •  Terapia comportamentale dialettica (DBT)
  •   Terapia comportamentale cognitiva (CBT)
  •   Terapia equina
  •   Terapia artistica
  •   Terapia ricreativa
  •   Terapia della realtà

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Conclusioni

Isolare le cause di una dipendenza da social media è complicato, così come il percorso di riabilitazione, soprattutto tenendo conto della società attuale e dell’utilizzo massiccio di internet nelle nostre vite fin dagli aspetti più prosaici ed insignificanti: ordinare del cibo, pagare una bolletta, fare un acquisto, rimanere in contatto con amici e parenti.

Non è nemmeno più necessario essere a casa propria o in un ufficio, i social media ci seguono grazie agli smartophone, alle intelligenze virtuali e a dispositivi sempre più sofisticati. Il mondo virtuale e quello reale si compenetrano ormai continuamente, rendendo difficile, per una persona sola e senza aiuti, separare i comportamenti dannosi da quelli positivi. L’aiuto di un terapeuta è spesso quindi cruciale per risolvere le problematiche causate da una dipendenza da social media.

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NOTA: le informazioni di cui sopra sono a scopo informativo. Le informazioni fornite nel presente documento non devono essere utilizzate durante alcuna emergenza medica o per la diagnosi o il trattamento di qualsiasi condizione medica.

DICHIARAZIONE DI NON RESPONSABILITÀ: queste informazioni non devono sostituire la ricerca di cure mediche professionali e responsibili.

 

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